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Recensioni Critiche 2017-09-19T08:03:17+00:00

RECENSIONI CRITICHE

Una linea morbida e irregolare come il mondo, colori che si sormontano a pezzi di realtà, racconti e storie di natura.  Luciano Gasparin  comunica  un  messaggio semplice  con le sue tele,  racconta  gli  attimi,    le sensazioni, le emozioni attraverso tinte e frammenti che rivelano un’attenzione per la forma e una vivace ricerca e sperimentazione. Sempre in bilico tra astrazione e figurazione, ciò che pervade le opere di Gasparin è lo scorrere libero dei sentimenti che, senza vincoli e senza limitazioni, vivono pienamente nel   momento della loro fruizione.  Così l’artista riveste di poesia momenti e gesti abituali e comuni, come una mano che accarezza la pancia di una donna incinta, una chioma d’albero che racconta il vento, un toro che guarda il mondo attorno a se’.  Il percorso di Gasparin ha sempre indagato l’interiorità e la profondità umane, attraverso forme molteplici e di volta in volta differenti. Dopo un momento prettamente figurativo, che aveva come soggetto d’elezione l’uomo, la sua ricerca si sposta verso un lavoro di manipolazione della realtà che non è più oggetto d’interesse dell’artista ma diventa mezzo espressivo.La sua opera sembra debitrice ora alla vitalità delle opere di Raushenberg, così esuberanti e trasbordanti, ricche di oggetti, materie e accostamenti, ora al simbolismo di Gauguin, dove gli elementi del mondo vengono trasfigurati e guardati al di là di ogni naturalismo, come in un sogno, come da un bambino. L’intensità che pervade le sue tele     è sempre ricomposta in una visione d’insieme ordinata ed elegante: gli accostamenti, a volte istintivi, altre più studiati, sono calibrati e danno vita ad opere pervase di un lirismo mai urlato o sfacciato, ma riorganizzato in una forma al contempo  raffinata e sofisticata.  Ed  è  proprio nel corso del tempo che Gasparin “pulisce” sempre di più la sua tela e porta avanti un lavoro di maggiore semplificazione, lasciando entrare nell’opera solo l’essenziale.In questo viaggio verso un astrattismo più rarefatto, dove il colore diventa interlocutore alla pari degli altri  elementi, l’artista indugia maggiormente sull’aspetto compositivo delle opere.   Compaiono forme geometriche ad incorniciare i singoli elementi all’interno del quadro, come a voler dare   un ordine e una compostezza; elementi che però si possono sovrapporre, avvicinare e dialogando in continuazione tra di loro creano suggestive e raffinate armonie.

Flavia Mieni

A morbid and irregular line like the world, colors that surmount themselves into pieces of reality, short stories, and stories of nature. Luciano Gasparin communicates a simple message with his paintings, recalls the moments, the sensations, the emotions through tints and fragments that reveal an attention for form and a vivacious research and experimentation. Always hanging in the balance between abstraction and representation, that which pervades the works of Gasparin is the free scanning of feelings that, without ties and without limitations, they live fully in the moment of their fruition. In this way, the artist takes from poetry moments and habitual and common gestures, as a hand that caresses the stomach of a pregnant woman, a leaf on a tree that flutters with the wind, a bull that looks at the world around him. Gasparin’s route has always investigated the interior and the profoundness of humanity, across multiple forms and in a different way every time. After a purely figurative moment, that had the election of man as its subject, his research moved towards a work of manipulation of reality that is no longer the object of interest of the artists, but becomes half-expressive. His work seems to be a debtor now to the vitality of the works of Raushenberg, so exuberant in crossing borders, rich in objects, subjects, and combinations, to the symbolism of Gauguin, where the elements of the world become transfigured and seen beyond every naturalism, like in a dream as a child. The intensity that pervades his paintings is always composed in a vision of both order and elegance: the combinations, at times instinctive, others more studied, are calibrated and give life to pervasive works of a lyricism never shouted or brazen, but reorganized in a form both refined and sophisticated. And it’s exactly in the course of time that Gasparin always “cleans” his painting the most and brings forward a work of major simplification, letting only the essential enter into the work. In this voyage towards an abstractism more rarely accomplished, where the color becomes interlocutor to the peers of the other elements, the artist mostly lingers on the composite aspect of the works. Geometric forms appear to frame the single elements to the inside of the painting, like wanting to give order and a composure; elements that can superimpose themselves, to approach and continuously converse between them they create suggestive and refined harmonies.

Flavia Mieni

Luciano Gasparin è nato a Thiene nel 1961. Instancabile sperimentatore di materiali e tecniche varie ha da sempre impostato la sua produzione sulla poliedricità e la pluralità semantica. L’acrilico e l’olio sono i punti di partenza per la creazione di composizioni costellate di numerosi elementi. Innesti artificiali, surrogati materici, ritagli di giornale e fotografie attinte da diversi contesti sono cosparsi sulla superficie delle sue opere. Il risultato è un apparente caos di varietà stemperato dalla coerenza nella narrazione e dal significato specifico di ogni quadro.Nel raccontare le diverse fasi della sua produzione troviamo il primo ciclo “Altro d’Amore” con la straordinaria opera intitolata “Musa” del 2011. In questa composizione ravvisiamo tutti gli elementi essenziali della sua poetica: il fotocollage, le doti disegnative, la tecnica acrilica e le incrostazioni materiche superficiali. Un pot-pourri roboante di dettagli che solo apparentemente sembrano disperdere il senso dell’opera in diversi stimoli cognitivi, per essere poi invece ricomposti e pazientemente distribuiti sul supporto di cartone, al fine di creare un’immagine efficace di ambiguità e mistero.Con la successiva serie “Esplorazioni”, Gasparin Luciano si avvicina al contesto della rappresentazione della natura, elevando l’albero ed il paesaggio a soggetti fondamentali della sua poetica. Nonostante la tensione costante verso l’astrazione, i protagonisti naturali delle opere sono sempre riconoscibili e Gasparin attraverso un’attenta distribuzione delle superfici cromatiche, è sempre capace di suggerire l’impressione delle variazioni atmosferiche che provocano alterne situazioni di “Movimento e staticità”.I lavori che presenta nella Chiesa del Torresino appartengono al tema naturale. Gasparin Luciano in queste opere è capace di superare le esperienze infinite degli artisti che l’hanno preceduto per dare così vita ad una produzione originale. Troviamo così una “Foresta” costruita attraverso brandelli di giornali, l’emozione del “Vento” realizzata con un semplice movimento diagonale del soggetto ed una superficie d’acqua rappresentata attraverso i suoi tratti essenziali: il “Blu” e una macchia gialla che riassume le vibrazioni della luce in un singolo punto cromatico.

Daniel Buso

Luciano Gasparin was born in Thiene in 1961. A tireless experimenter of materials and various techniques, he has always set his production on the versatility and the semantic plurality. Acrylic and oil are the starting points for the creation of studded compositions with numerous elements. Innesti artificiali, surrogati materici, ritagli di giornale e fotografie attinte da diversi contesti sono cosparsi sulla superficie delle sue opere. Artificial grafts, materic surrogates, newspaper cutouts, and photographs drawn from different contexts are sprinkled on the surface of his works. The result is an apparent chaos of a variety diluted from the coherence in the narration and from the specific meaning of every painting. In the communication of different phases of his production we find the first cycle “Altro d’Amore” with the extraordinary work entitled “Muse” from 2011. In this composition we recognize all of the essential elements of his poetry: collage, design skills, acrylic technique, and the textural surface encrustations. A bombastic pot-pourri of details that only apparently seem to disperse the sense of the work in different cognitive stimuli, to be then instead recomposed and patiently distributed on the support of cardboard, in the end to create an effective image of ambiguity and mystery. With the successive series “Explorations”, Luciano Gasparin approaches the context of the representation of nature, elevating the tree and the passage to fundamental subjects of his poetry. Despite the constant tension towards abstraction, the natural protagonists of the works are always recognizable, and Gasparin, through an attentive distribution of the chromatic surfaces, is always able to suggest the impression of the atmospheric variations that provoke alternating situations of “Movement and static.” The works that he presents in the Chiesa del Torresino belong to the natural theme. Luciano Gasparin in these works is able to exceed the infinite experiences of the artists that have preceded him to give, in this way, life to an original production. So, we find a “Foresta” constructed through shreds of newspapers, the emotion of the “Wind” realized with a simple diagonal movement of the subject and a surface of water represented through his essential processes: the “blue” and a yellow mark that summarizes the vibrations of the light in a single chromatic point.

Daniel Buso